Gruppi LinkedIn: ecco le novità. Un bene o un male? | Webcentrica
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5 novembre 2015 by Linkedin, LinkedInCaffè

Gruppi LinkedIn: ecco le novità. Un bene o un male?

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Da circa un paio di settimane LinkedIn ha rilasciato tutta una serie di aggiornamenti alla sezione Gruppi che ha tutte le caratteristiche per essere considerata una vera e propria rivoluzione. LinkedIn non si è limitata a qualche modifica volta a migliorare la user experience dei suoi iscritti ma ci è andata giù pesante. Per usare una metafora calcistica potremmo dire che è entrata a gamba tesa sui Gruppi e forse a palla pure lontana.
Il 14 ottobre LinkedIn si sveglia e, come fa spesso senza un vero e proprio comunicato, rovescia come un calzino i Gruppi rilasciando contestualmente l’app da mobile (inizialmente solo per ios). E fin qui, essendo poco figlio del detto “nessuna nuova buona nuova”, ti confesso che la cosa per me è solo che positiva. Adoro in generale per carattere le novità e sinceramente da tempo stavo osservando come l’interesse nei gruppi stesse pian piano scivolando verso l’oblio.
Per non parlare della loro gestione da mobile visto l’accesso ai contenuti e alle discussioni era un difficoltoso percorso ad ostacoli.

Questi cambiamenti di LinkedIn si avvicino però più ad una vero colpo di stato in puro stile stato del centr’america anni 60/70 che ha lasciato perplessi molti, scettici i più e ha dato fiato a non poche critiche.

Ma vediamo che cosa intendo.

Prima rivoluzione: tutti i gruppi LinkedIn diventeranno gruppi privati chiusi.

I gruppi aperti vengono di default trasformati in gruppi chiusi con buona pace dei proprietari e amministratori che li avevano impostati differentemente.

Cosa vuol dire questo?

  • Nessuna visibilità sul web dei contenuti visibili a tutti e indicizzati da Google. Opinione personale: allo stato pratico non cambia nulla. Mi piacerebbe capire quanti sono venuti a conoscenza di un gruppo perchè hanno trovato un contenuto nei risultati di una ricerca effettuata in Google
  • Nulla può essere visto dall’esterno. O ti iscrivi o non ti sarà possibile accedere ad alcun contenuto. Nemmeno in lettura. Opinione personale: bicchiere mezzo pieno. Forse ora le persone eviteranno di scriversi a ennemila gruppi per poi ritrovarsi a gestirne un numero spropositato. Io durante i miei corsi consiglio inizialmente di non seguirne e partecipare a più di 5, 10 se proprio si ha a disposizione un pochino più di tempo e si è costanti nell’utilizzo di LinkedIn. Bicchiere mezzo vuoto: è un pochino più macchinosa la fase di scelta del gruppo giusto da seguire. Se prima, quando oltretutto vi erano un numero maggiore di info nella sezione statistiche, bastava osservare quelle e leggere che tipo di discussioni e che tipo di contenuti venivano condivisi per decidere se iscriversi o no, ora bisognerà o informarsi prima tramite propri contatti già iscritti o andare alla cieca per poi una volta entrati rendersi conto con i propri occhi se il gruppo fa per noi ed eventualmente decidere se rimanervici o abbandonarlo
  • Ogni attività, anche i “Consiglia”, rimane all’interno dei gruppi. Avete presente il film “Una notte da leoni” ambientato a Las Vegas? Parafrasando il tormentone potremmo dire che “ciò che succede nei gruppi, rimane nei gruppi”. Opinione personale: un male. Forse l’obiettivo di LinkedIn è quello di costringere le persone ad iscriversi e a frequentarli per partecipare alle conversazioni che li nascono. Ma se penso all’utilizzo che fa della piattaforma l’utente medio questo non aiuterà di certo la comprensione dei Gruppi.

C’è poi da considerare anche che la maggioranza dei gruppi su Linkedin, e quelli di maggior successo per di più, sono (erano) di tipo aperto dove i proprietari avevano scelto di rendere le conversazioni visibili sul web. Vedremo.

Seconda Rivoluzione: i nuovi gruppi (solo privati) saranno di due tipi: Standard e UnListed (Non elencati).

Quale è la differenza tra i due?

Gruppi Standard:

  • la descrizione del gruppo è visibile a tutti e indicizzabile in Linkedin tramite ricerca.
  • Ai membri, tutti, è data facoltà di invitare loro contatti e approvarne l’ingresso. Questo è un salto triplo rispetto alle regole d’ingaggio precedenti. Opinione: no buono! Non vi è nessuna possibilità per chi amministra di fare filtro all’ingresso e verificare e eventualmente non accettare persone che potenzialmente alzeranno il livello di spam nel gruppo. Inoltre sarà impossibile gestire e mantenere coerenti gruppi come gli Ex Alunni. Chi impedisce ad un non ex-alunno di entrare ora? Tenerli Unlisted, il perchè lo vedremo parlando più avanti delle caratteristiche di questo tipo di Gruppo, non è la soluzione.
  • Prima ognuno di noi poteva scegliere liberamente se avere sul proprio profilo il logo del gruppo al quale era iscritto, ora aderendo ad un gruppo Standard si è obbligati a mantenerlo visibile. Opinione personale: un dettaglio. Innanzitutto vi sfido a fare un sondaggio presso la vostra rete per conoscere quanti sapevano dell’opportunità di togliere dal proprio profilo il logo del singolo gruppo al quale si era iscritti. Secondo perchè non vedo Linkedin e i suoi Gruppi come sezioni digitali di qualche associazione massonica o carbonare atta alla destabilizzazione dell’ordine sociale. Quindi, che problema c’è a rendere pubblico l’elenco dei gruppi ai quali siamo iscritti?

Gruppi UnListed (non elencati):

  • sono completamente anonimi, sono gruppi non elencati cioè non compaiono nei risultati di una ricerca fatta in Linkedin
  • nessuno può avere il logo del gruppo nel suo profilo. Non è un opzione. Se aderisci ad un gruppo Unlisted non avrai il suo logo visibile sul tuo profilo.
  • e quindi essendo praticamente invisibili l’unico modo per entrarci è ricevere un invito dagli amministratori. Opinione personale: bene! sono perfetti per creare gruppi di discussione interni aziendali e per sovvertire l’ordine sociale all’insaputa di tutti. Scherzi a parte trovo che le 2 caratteristiche principali di questo tipo di gruppi siano positive. L’ho detto prima. Quando ho letto di questo tipo di gruppi (Unlisted) ho subito pensato che fosse perfetto per un azienda, per esempio, che voglia costruire un gruppo per facilitare la gestione della propria rete vendita o la condivisione di contenuti premium ad uso e consumo esclusivo dei propri clienti. Secondo me è perfetto.

Leggendo qua è la mi sembra inoltre di aver compreso che questa semplificazione in due sole tipologie abbia fatto scomparire circa 1 milione di Gruppi. Volete che vi dica come la penso a riguardo? Meglio. C’erano e rimangono un numero spropositato di gruppi agonizzanti, abbandonati al loro destino, sommersi da spam e privi di senso. Se con questa rivoluzione ne abbiamo persi 1 milione tanto meglio. Non credo che di moti di questi sentiremo la mancanza.

Altra novità, non ci saranno più i sottogruppi che diventeranno gruppi indipendenti. Un po’ come se fossero passati in un attimo dalla fase bamboccioni a quella di indipendenti e finalmente emancipati. Opinione personale: i sottogruppi sono sempre stati fonte di caos per l’utente medio. La semplificazione fatta non potrà che portare benefici.

Nuovi limiti.

Il limite massimo di gruppi che un singolo proprietario può possedere passa da 10 gruppi più 20 sottogruppi ad un totale ora di 30 gruppi (non essendo più presenti i sottogruppi). Di fatto non cambia nulla.

Ogni utente Linkedin prima poteva aderire ad massimo di 50 gruppi e a 50 sottogruppi. Nella nuova versione dei gruppi si potrà aderire a massimo 100 gruppi. Opinione personale: se già consideravo 50 un numero di gruppi da gestire al di fuori della capacità organizzativa dell’utente medio (e pure di molti power user), figuriamoci con 100.

Volte sapere cosa accadrà? Che molti di noi perderanno il controllo iscrivendosi a decine di gruppi per poi disinteressarsi di tutto ciò che vi accade dentro vista l’impossibilità di gestirne i contenuti. Non sono stato certo io ad affermare che la troppa informazione (o offerta informativa) è uguale alla NON informazione.

Altre novità:

  • La sezione promozioni nei gruppi sarà rimossa con (sembrerebbe) conseguente perdita di tutte le discussioni contenute in tale sezione. Opinione personale: era ora. Avete mai inserito un vostro post o contenuto in tale sezione? Io l’ho sempre considerata l’equivalente del cestino per lo spam del gruppo.
  • Finalmente c’è la possibilità di inserire foto nei Gruppi. Ho sempre considerato limitative le funzioni per fare content curation nei Gruppi.
  • Si potranno citare altri membri nei propri post sui Gruppi. Altro grosso limite che trovavo nella versione precedente. Sarà più semplice avviare sane conversazioni e discussioni ora. Prima era impossibile e trovavo la cosa senza senso. Oltre tutto sarà possibile farlo anche da app mobile. Bel passo in avanti secondo me.
  • I Gruppi ora avranno tutti la sezione Lavoro. Opinione personale: modifica senza alcun beneficio e senza alcuna complicanza. La classica novità senza lode ne infamia.
  • I caratteri a disposizione per scrivere un post nei Gruppi passano da 4.000 a 1.000. Non credo che vi saranno molti che si accorgeranno della differenza. Se devi scrivere qualcosa di più articolato c’è Pulse, o no?
  • Se prima si poteva tenere in stand by i post di un nuovo iscritto misurandone le intenzioni ora non è più possibile. La soluzione sarà solo la cancellazione dal Gruppo di tale membro a post pubblicato. Sicuramente questo cambio di procedura richiederà maggior attenzione e lavoro da parte degli amministratori/proprietari.

Terza rivoluzione: rilascio dell’app mobile per la gestione dei Gruppi

L’App dei gruppi Linkedin è già scaricabile in Italia. Come ti ho anticipato inizialmente è solo per iOS. Sulla sorta di quanto da tempo ha fatto Facebook anche Linkedin si è decisa a realizzare un’app specifica per la gestione dei gruppi. E ci voleva aggiungo io. Prima era de facto impossibile accedere ai gruppi, ai suoi contenuti e partecipare alle discussioni da smartphone. Per non parlare poi della possibilità di ricevere gli aggiornati alle discussioni avviate o alle quali si aveva deciso di partecipare. Ora è tutto molto più semplice.

Che sia una nuova alba per i Gruppi? Non lo so ma renderli fruibili da mobile è sicuramente una mossa azzeccata.

Conclusioni

Personalmente, a parte qualche aspetto non proprio fatto per agevolarne l’utilizzo e la diffusione, ritengo il pacchetto delle novità nella sua interezza una buona notizia. Di sicuro questa semplificazione aiuterà anche chi ancora non è avvezzo alle mille pieghe di un social network che non fa della usabilità a primo acchito il suo punto di forza.

E tu che hai già avuto modo di assaggiare o “sbatterci il muso” contro questi cambiamenti? E cosa ne pensi a riguardo?

Come di consueto Ti lascio infine i link degli articoli delle settimane precedenti di #LinkedInCaffè (divisi per categorie) e del mio ebook dove puoi trovare alcuni tricks per migliorare l’uso del tuo profilo LinkedIn.

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Mirko Saini

Ho sposato Anna, quattro Figli, Runner, Acquario.
Il Rugby nelle articolazioni, LinkedIn come passione e il web marketing per riempire il frigorifero.

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